Una foto un pensiero

Come al solito non riesco a mantenere i miei propositi. Questa settimana volevo mantenere un profilo basso, da estate, postando solo 3 giorni. Poi mi ritrovo davanti agli occhi una fotografia che ho già visto un'infinità di volte vagando su Tumblr. Oggi, però, ha fatto più presa del solito. jackson eaton   E' uno scatto di Jackson Eaton e fa parte di una serie chiamata Were Never Married. Sarà per il sogno disastroso che ho fatto questa notte. Era uno di quei sogni che ti spaventano, di quelli per cui quando sei nel dormiveglia ti devi dire che stai sognando, che non è vero e ti devi costringere ad aprire gli occhi. Ho visto questo scatto e ho avuto voglia di fermare un momento simile. Sono mesi che non fermo su pellicola o scheda che sia, dei momenti che per me vogliono dire di più del semplice "voglio far vedere questo oggetto/libro/altro". Voglio avere di nuovo quel tempo tra le mani, voglio del tempo in cui potermi fermare e assaporare i singoli secondi di far niente e farlo assieme. In questi mesi mi sono imposta di regalarmi una cosa preziosa, tempo per me, e lo sto facendo. Però mi sono dimenticata di una cosa importate, ossia di regalare qualcosa a tutti e due, del tempo per noi; di quel tempo in cui fotografare sembrava tutto e riempiva l'aria di una cosa importante, di quel tempo in cui c'era l'esigenza di fermarci entrambi sulla pellicola, di quel tempo in cui i progetti fotografici potevano essere miei, tuoi, nostri e altri ancora perché non bastavano mai. Spesso mi succede di lasciare scivolare via sensazioni, persone, abitudini, esigenze e molto altro. Spesso, però, arrivo anche ad un punto in cui qualcosa mi sveglia e mi rendo conto che non voglio perdere quella sensazione, persona, eccetera. Allora ci riprovo e vedo se nei miei giorni riesco a farli rientrare. Non è detto che ci riesca, perché non è detto che debba andare così, non è detto che debbano esserci sempre le stesse cose nella mia vita. Però è bello provarci, sbagliare, rendersi conto di dover abbandonare, perché altre volte, invece, quel senso di "perdita di un pezzo" riesce a riportare nella mia vita qualcosa di vitale.

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