Un riassunto: autoritratto in bianco e nero.

E il mio problema era proprio la noia. Più si va in cerca di distrazioni e meno queste si rivelano efficaci.

J. Franzen*.

Molto probabilmente non sarà facilissimo scrivere questo post, ma lo voglio fare lo stesso. Se c'è tra i lettori qualcuno che mi conosce da un po' o che ha avuto la sfortuna di leggermi già da altre parti, si sarà reso conto che la sincerità è una delle cose che tendo a mettere al primo posto nelle cose che scrivo. Si tratti di pensieri su libri, film, musica o su fatti personali non ha importanza. Scrivere per me è sempre stato prima di tutto un modo per aiutarmi quando ne avevo bisogno e se in queste occasioni mi racconto favole, che aiuto mi darò? Quindi sarò sincera (anche se questa parola, come "sensibile", negli anni è stata abusata, rimaneggiata e ha perso di valore).

piedi e luci

Perché complicarmi la vita aprendo un altro spazio in questo mare infinito che è la rete? Perché ho sentito il bisogno di allargarmi ancora un po' di più? Perché questo è prima di tutto un modo per rimettermi in ordine. Negli ultimi tempi ho preso brutte abitudini, come aprire diversi Tumblr in modo compulsivo o buttarmi in falsi progetti che in realtà mi servivano solo a perdere tempo. Ora come ora vivo la mia vita nel mio mondo molto personale; sono sempre stata una persona che sta per i fatti suoi, adoro certe amicizie ma solo se sono vere, reciproche e se fanno più bene che male. Buttarsi addosso i propri problemi non aiuta nessuno, anzi, serve solo a dare un sollievo forse immediato per ripiombare poco dopo nel nulla precedente. Però da quando mi sono trasferita a Milano ho perso uno dei punti fissi che avevo: le amicizie a portata di mano. Capiamoci, anche tornando indietro non cambierei la mia decisione, solo mi mancano delle cose di Torino. Quindi, per quanto io ami stare da sola, spesso divento malinconica e mi butto in cose che dovrei evitare (vedi sopra).

autoritratto

Qui vorrei crearmi come un piccolo rifugio, una specie di cuccia calda per quando fuori le giornate sono troppo fredde per correre nel parco tutto il giorno. Vorrei tenere assieme tutti i pezzettini che ritengo importanti: il mio lavoro con lana e cotone, gli scatti con cui gioco e le foto altrui di cui mi innamoro. Infine c'è un pezzo troppo importante per non cercare di dargli più spazio possibile: le mie letture, veloci, dolorose, appassionanti, deludenti, lunghe, sofferte...non sono vere recensioni, non sono obiettiva, io dico quello che ho sentito mentre leggevo (capiterà anche mentre vedevo e ascoltavo), non mi interessa se uno scrittore ha vinto qualche premio e a me non è piaciuto; se è giovane, al suo primo libro e io l'ho adorato, che male c'è?

Insomma, in non poche parole questo è il riassunto.

* Jonathan Franzen, Più lontano ancora, p.18.

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