The fault in my readings


Dai passatemi il titolo citazione, prometto che ha un suo perché all'interno di questo post. Sono sfinita, ieri mi sono goduta per una volta una domenica di dolce far niente, insomma, una domenica di dolce far niente che mi piace. Ho divorato un libro, ho abbozzato due recensioni future, ho lavorato per Keep calm and knit, ho sofferto il caldo e mi sono fatta male a un piedi. Tranquilli, niente panico, emergenza già rientrata. Dopo il riposo di ieri, questa mattina mi sono messa sotto e ho lavorato un sacco, il tutto per cercare di finire il lavoro noioso e per poter andare avanti con il lavoro bello e le mie letture. A proposito di letture, vi aggiorno su come sta andando la mia lista, quella che vi avevo fatto vedere tempo fa.

Summer book list2

Ovviamente non sono riuscita stare buona e ho aggiunto qualche titolo e, per ora, ne ho eliminati soltanto due. Il motivo dell'eliminazione è semplice. Per Mcsweeney's ho deciso che applicherò il mio solito parere su raccolte di racconti:  ho voglia di leggere storie lunghe e che non finiscano dopo 10 pagine, lasciandomi il tempo per leggere altri libri. Per Gli effetti collaterali dei sogni, invece, è andata così: ho preso in mano il libro ho letto le prime due pagine e mi sono accorta di averle già lette e di aver chiuso il libro e di averlo riportato in biblioteca. La differenza questa volta è che lo riporterò da chi l'ho preso in prestito e che il fastidio di leggere quelle pagine è durato di meno, solo due. La prima volta che ho tentato credo di essere arrivata a 10. Il fatto che non mi ricordassi nemmeno di averci già provato, dovrebbe dirla lunga su quanto questo libro abbia avuto un enorme impatto positivo su di me.

Infine ecco il perché della citazione nel titolo: mi sono finalmente decisa a leggere The fault in our stars e sono tornata a parlarne su Fluster Magazine. Quindi se siete curiosi di sapere cosa ne penso a proposito, dovete spostarvi di una pagina, tranquilli, non vi farà male.


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