Recensioni Malriuscite: Limbo, Melania G. Mazzucco

E' l'una meno un quarto di notte. Ho il naso chiuso per un veloce raffreddore d'aprile e gli occhi lucidi per le lacrime, quelle per una storia con la S maiuscola. Fino a due ore fa credevo di voler aspettare per parlare di questo libro. Volevo attendere e leggere un altro romanzo uscito quasi in contemporanea e che parla di donne ed esercito. Da due ore ho deciso che non posso aspettare, leggerò e parlerò anche di quello. ma ora non posso aspettare.

Limbo

Con M.G. Mazzucco ho un rapporto più di odio che di amore. Ho studiato i suoi romanzi storici e, in linea di massima, non mi sono piaciuti. Le storie mi sono sembrate banali e così uguali a molti altri libri; quindi partivo molto prevenuta con la lettura di Limbo. In più, devo ammettere, che un libro su un soldato donna in Afghanistan non è che mi sembrasse la mia lettura preferita. Mentre le pagine avanzavano mi sono dovuta ricredere. La scrittura della Mazzucco è davvero bella, ti porta da parole semplici a termini sconosciuti con una leggera facilità. Quei termini non stonano, sono lì perché é quello il termine preciso che ci vuole tra quella virgola e quel punto.

Limbo

Il romanzo giallo è per definizione un romanzo in cui c'è uno o più misteri da risolvere. E qui succede questo, c'è una storia, una protagonista, il suo passato con un evento misterioso (perché oscuro anche a lei), e che viene sciolto piano piano. Ma non si ferma lì, il mistero avvolge anche un altro personaggio ed è bello che tutto venga svelato solo alla fine, così da mettere assieme i vari tasselli che piano piano abbiamo scoperto e messo da parte. La trama in sé è semplice: un soldato torna a casa in convalescenza dopo un attentato durante una missione. Niente di più e niente di meno, ma i libri buoni sono questo: storie semplici, scritti in modo perfetto e si portano dietro la voglia di sapere cosa succede pagina dopo pagina.

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