One Day, un'introduzione

one day   Lo ammetto, il libro che una settimana fa avevo iniziato non è ancora a metà, ma perdonatemi, sono 700 pagine pesanti da portarsi in giro. Così ho deciso di andare a ritrovare una recensione malriuscita, quando le mie considerazioni le mettevo sotto la categoria "Il mestiere di leggere". E' una cosa a cui tengo, divisa a puntate, se così si può dire. E' stato come seguire passo passo la mia lettura, così eccomi qui a postarne il collage. Non vi assillerò per un mese e più ogni lunedì con One Day, anche se in realtà non so ancora bene come fare. Intanto inizio con riportarne l'introduzione e la prima parte, poi si vedrà. 10 agosto 2012 So benissimo che One Day è uscito nel 2009 e non sono certo qui per parlarvi della novità editoriale del momento. Ci sarà sicuramente qualcuno come me che diffida dei così detti “successi”. Spesso questi si ritrovano ad essere semplici bolle di sapone: fanno la loro figura per un attimo, ma poi scoppiano nel nulla. Quando un libro, o un autore, fa parlare molto di sè, io per prima cosa sono scettica, poi non sono convinta e poi me ne dimentico. Succede, però, che certi nomi rimangano incastrati nella mia memoria e prima o poi vengano fuori. Alcune volte avevo fatto bene a dimenticarli, altre volte, invece, ho adorato la mia memoria. Quando si è iniziato a parlare di One Day e del suo autore come del nuovo Nick Hornby, non ero per nulla convinta, anche perché ormai da qualcosa come quattro libri a questa parte, Hornby è diventato un autore che non mi piace. Scrive storie prevedibili a volte inutili e senza un personaggio chiave degno di nota. Il fatto che Nicholls sia inglese ammetto che ha giocato a suo favore; qualche mese fa avevo anche visto il film che hanno tratto dal romanzo e la mia idea negativa sull’intera questione è rimasta tale e quale. Però, c’è sempre da ricordarsi che i film tratti dai libri spesso non sono un buon metro di paragone, anche perché sono rare le occasioni in cui il film non dico sia meglio dell’originale, ma anche solo gli si avvicini un po’. Con la speranza che il libro mi deluda meno del film, vado a leggere e vi dico cosa è successo. One Day parte I All’inizio, dopo la prima notte in cui si conoscono, Em e Dex dialogano attraverso la scrittura o la lettura delle lettere di lei. Emma è la classica ragazza che si impegna, che crede in tutte quelle cose a cui si crede a vent’anni. E’ ironica, e ovviamente per questo mi piace, anche se ogni tanto le sue prese in giro sono un po’ forzate ed inutili. Sia lei che Dexter sono due figure ben delineate dentro i loro ranghi: la ragazza povera e il ragazzo ricco, lei è ironica e contro la “borghesia” e lui è il classico ragazzo “intelligente ma che non si applica abbastanza”. Fino a qui nulla di così allettante, di storie e personaggi così ce ne sono a centinaia. Ma allora perchè andare avanti? Perchè non chiudere il libro e passare ad altro se questo romanzo non sembra dare di più? Perchè non tutte le buone storie devono essere originali e piene di colpi di scena. Forse la bravura di Nicholls è quella di prendere una storia come tante, con personaggi come tanti e andare a leggere un po’ più nel profondo, cercare di arrivare un po’ più in là di altri, magari si tratta solo di qualche centimetro, ma è abbastanza per fare la differenza.

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