Non alberi e scatole

Domenica moltissime persone si sono godute una domenica a casa, lasciando fuori dalla finestra il freddo e la nebbia. Tante persone hanno addobbato l'albero, decorato casa e sparso in giro candele e oggetti glitterati. Qui, invece, abbiamo continuato a riempire scatoloni. Vorrei contarli per capire a che numero stiamo arrivando, ma ho un po' paura. Nel mettere via altri quattro anni accumulati in una casa (da aggiungere agli altri 7 già vissuti fuori casa), mi viene voglia di buttare la metà delle cose, sogno una futura casa al limite dello zen. Ieri abbiamo anche immaginato come potrebbero effettivamente essere messi i mobili: nel soggiorno l'angolo lettura sta diventando in fretta il mio posto preferito (anche se per ora le poltrone sono immaginarie, come la neve fuori dalla finestra e la lanterna appoggiata al tavolo sul balcone). Avrei voluto fare qualche foto, un piccolo viaggio in questo trasloco, che spero sia l'ultimo per moltissimo tempo). Avrei voluto fare un prima e dopo, avrei voluto documentare gli oggetti dimenticati che mi passavano tra le mani, prima di essere messi via. Invece no, per ora mi sto trattenendo. Non è detto che venerdì (sì qui siamo persone coraggiose e il trasloco più grande della mia vita lo stiamo facendo venerdì 13), in attesa che tutte le scatole e i mobili vengano trasportati da un posto all'altro, io non abbia il coraggio di fare tutte le foto che ho evitato di fare fino ad adesso. Intanto mi abituo all'idea che sarà senza internet per qualcosa come due mesi. Beh, in realtà avrò eccome modo di collegarmi, non di sicuro come sono abituata a fare. Però intanto la lista di libri che ho tenuto da parte per gli ultimi due mesi si sta molto allungando.

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