Magic Guillaume

Non so se qualcuno se ne è accorto, venerdì avevo scritto che avrei saltato solo il post di sabato, invece anche ieri me ne sono stata zitta in un angolino, prima a casa, poi al cinema. Ho finito poco fa la mia impresa degli ultimi tre giorni. Sì, impresa è esagerato, ma fa lo stesso. Diciamo dalla mia ultima ossessione? Non che ossessione sia un termine facile. Insomma, ero presissima dalla mia ultima lettura (di cui vi parlerò tra una settimana). Ma torniamo ai film del week end, che sono stati due: Magic Magic e Les Garcons et Guillaume, à table. MagicMagic   Sì, direi che è il classico film da estate, quelli da vedere di notte, con tanti popcorn e un po' di compagnia attorno per sdrammatizzare questo film che non è nè carne nè pesce. Vorrebbe essere un thriller psicologico: una ragazza già timida e goffa si ritrova in un isola sperduta del Cile con degli amici della cugina, senza nemmeno la cugina. Senza che ci sia nessun evento particolarmente disturbante, la  ragazza perderà pian piano il senso del reale fino ad arrivare a veri livelli di isteria e allucinazioni.  Qualcuno ha voluto avvicinarlo a The Blair witch project, non fatevi convincere, non è assolutamente paragonabile, di soprannaturale forse si intravede un'ombra nell'oscurità se già sei convinto di volerla vedere. Insomma, tenetelo di scorta per una serata in cui avete finito tutte le serie da vedere in arretrato e quelle nuove devono ancora iniziare. Ecco, uno dei pochi motivi per vederlo può essere Michael Cera, che per una volta non veste i panni del ragazzino carino e tenero, ma di quello un po' folle.

GUILLAUME GALLIENNE DANS LES COULISSES DE L'OPERA GARNIER

Tutt'altra storia per Les Garcons et Guillaume, à table. Già successo teatrale, ora portato sul grande schermo, questo film è da vedere. Non potete fare obiezioni. La bravura di Guillaume Gallienne di raccontare la sua giovinezza ti lascia senza parole. E' definito tragicomico, sì, ma bisogna ricordarsi che è francese e i francesi sulla commedia non li batte nessuno. Solo loro sanno ridarti quel senso amaro della vita cercando di farti sorridere. Purtroppo molta gente non è in grado di cogliere la sfumatura tra un evento tragicomico e un evento comico da ridere finchè non ti rotoli per terra. Ormai mi succede spesso e cerco di non prendermela quando io sono incollata alla poltrona, cercando di sorridere per alleggerire una scena e la sala non riesce a tenersi dalle risate. Vorrei sempre alzarmi e urlare a tutti che non fa ridere, ma avete capito cosa sta succedendo e cosa sta dicendo? Se poi il tutto è accompagnato dalla mimica facciale di questo attore di teatro straordinario, come fate proprio a non capire che non fa ridere? Invece devo stare seduta a sopportare che le risate smettano. Mi piacerebbe vederlo anche in versione teatrale, sono sicura che riuscirebbe a esprimere ancora di più.

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