Jhumpa Lahiri - La moglie

Ci sono libri che non riusciamo bene a spiegare perché ci piacciono. Può essere semplicemente la storia, possono essere i personaggi, ancora, potrebbe essere la scrittura. I fattori sono tantissimi e a volte, se si mettono tutti assieme, può darsi che ci crei quelle rare occasioni in cui ci troviamo tra le mani dei libri che sono capaci di portarci via il respiro, da quanto ci piacciono. La moglie fa parte di quel gruppo di libri di cui non so spiegare bene il perché me ne sia innamorata. Molto probabilmente, uno dei fattori principali, è il soggetto: la storia di una famiglia. Questo tipo di libri sono forse diventati i miei preferiti, ti permettono di entrare in un mondo e contemporaneamente in molti. Soprattutto quando le vicende sono narrate da più personaggi. A volte la voce che si fa sentire lo farà per più capitoli, altre volte ancora solo per una spiegazione finale, ma sempre con un tono diverso a seconda di chi sta parlando. Non sono storie facile queste da raccontare, i casi di innamoramento folle del libro sono tanti, ma purtroppo, ci sono ancora più casi di non riuscita totale del libro. E' facile che lo scrittore si perda in vicende inutili da raccontare al lettore; è probabile che vengano tralasciati nodi essenziali, insomma, devi essere uno scrittore con la "S" maiuscola per riuscire non solo a gestire più di una generazione attraverso gli anni, ma devi anche essere capace di far innamorare il lettore non solo dei personaggi, ma di tutta la vicenda. Ecco, la scorsa settimana mi sono ritrovata sotto gli occhi un libro di questo tipo, con una storia da leggere, personaggi dal carattere così diverso e a volte simili da far ripetere la storia attraverso di loro. Non avevo mai letto nulla di Jhumpa Lahiri e anche se credo di aver intuito che questo sia il suo libro migliore, voglio tornare indietro e andare a ripescare questa scrittura così minuziosa e leggera.

Leave a comment

Please note, comments must be approved before they are published