Il Budda delle periferie

Il Budda delle periferie Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese, più o meno. La gente mi considera uno strano tipo di inglese, come se appartenessi a una nuova razza, dal momento che sono nato dall'incrocio di due vecchie culture. A me però non importa, sono inglese (non che la circostanza mi riempia di orgoglio), vengo dalla periferia a sud di Londra e sto andando da qualche parte. (p.7).
Di solito quando attorno a un libro si crea un gran polverone, non riesco ad interessarmene. E' più forte di me, devo far passare del tempo e se dopo mesi o anni il libro ancora mi interessa e in qualche modo torna tra le mie mani, allora so che quello è il suo momento. Contando che Il Budda delle periferie è uscito nel 1990, io ne ho sentito un sacco parlare attorno al 2005 e l'ho letto ora, direi che di tempo questa volta ne ho fatto passare eccome. Ammetto che al tempo, nel 2005 (non nel 1990 perché credo avessi iniziato a leggere da poco avendo io sei anni), non mi ero nemmeno avvicinata a interessarmi della trama, avevo proprio un rifiuto. Di questo libro si stan dicendo bellissime cose? Pazienza, io me ne devo tenere alla larga, finché non decido che è il momento. Negli anni me ne sono anche dimenticata, finché qualche settimana fa, tra gli scaffali dei libri usati del Libraccio ai Navigli, non è scattato l'amore tra di noi. E' bastata qualche parola: Londra, due culture che si incontrano, avventure disastrose di un adolescente. High Park Leggendo Il Budda delle periferie mi è sembrato che facesse parte di qualcosa di più grande, di già letto, già sentito raccontare, ma in un bel modo, come sentire narrare la stessa storia, ma da un altro punto di vista, da un altro personaggio. Mi sembra che Kureishi, assieme a Zadie Smith e Jonathan Coe, per fare i primi due esempi che mi vengono in mente, raccontino della stessa famiglia che vive a Londra e dintorni. Invece cambiano i tempi, i luoghi, sia di chi è narrato ma anche di chi sta narrando. E' come se leggendo certi autori tu potessi sapere pezzo per pezzo tutti gli aspetti della storia di una famiglia allargata. Probabilmente è una sensazione che ho avuto solo io e che comunque non sto riuscendo a spiegare come si deve. Sarà che spesso la scrittura semplice, chiara, lineare, è la medesima o si avvicina molto l'una all'altra tra questi libri. p.11

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