Douglas Coupland - Il ladro di gomme

19 gennaio

Sì, sono ancora io G, questa notte non voglio lasciarti in pace. Ho ancora una cosa da dire.

Qualche anno fa sono arrivato alla conclusione che tutti, superata una certa età e indipendentemente da come appaiano all'esterno, sognino quasi costantemente di scappare dalla propria vita. Non voglio più essere chi sono. Vogliono chiamarsi fuori. La lista include Thurston Howel III, Ann-Margaret, il cast di Rent, Vàclav Havel, gli astronauti dello Space Shuttle e Snuffy dei Muppet. E' universale.

E' l'inizio del libro di Coupland che ho preso in prestito da P. Me ne sto già pentendo. Avrei voglia di non andare avanti finchè non corro in libreria e me lo compro. Adoro D.C., sempre, ma quando sa arrivarti al centro in questo modo è davvero insopportabile. Non si può sottolineare un libro già dalla prima riga. Anche perché non è la mia copia. Se vuoi ti dico se decido di andare a comprarmelo.

Però scusa, puoi mettermi in copertina quello che scrive l'Indipendent? Che "è una storia sulla forza che ha la scrittura di cambiare la vita delle persone"? Ma proprio nel periodo in cui io sono più presa da buoni propositi di scrittura e lettura? Vabè, vado a leggere altre pagine. Ci sentiamo

26 gennaio

Ieri sera ho finito il libro di Coupland di cui ti parlavo, ho capito che non potevo resistere ad aspettare di leggerlo, l'ho capito quando dopo un'ora ero a pagina 50. Cosa dirti di questo libro? So che tu sei già un suo appassionato lettore, quindi sai di cosa parlo quando dico che i libri di Coupland hanno la capacità di esprimere a parole quello che tu stai provando a dire da tempo, anche quelle cose che la tua anima stava evitando di spiegare al tuo cervello per evitarti brutte ore di insonnia. Invece eccole lì che le leggi, una dopo l'altra. A volte si tratta di frasi in cui si spiega un concetto, ma più spesso si tratta di storie in cui si cela l'esatto racconto che stavi aspettando. Sarà che per me quest'anno è iniziato con propositi personali ben prefissati (lo saprai bene, ormai, quest'anno voglio dedicarmi più che posso a coccolare il mio blog, che a parte essere un raccoglitore di immagini mie e non solo, è anche un insieme di parole e pensieri scritti; quindi tutto ritorna al fatto di volersi applicare più costantemente alla scrittura. Ogni tanto me lo devo ricordare che nel mio spazio IO SCRIVO, perché molte volte finisco per ridurre il mio lavoro e impegno a un riempimento tra una foto delle mie meduse e una bella  immagine di un bosco in Canada che non vedrò mai. No, non è così e quest'anno me lo voglio ricordare ogni giorno).

Scusa, la parentesi è diventata più lunga di quello che ti stavo raccontando del libro. A pensarci bene, però, è una riflessione nata da questa lettura, quindi c'entra eccome con quello che stavo dicendo, perché se un libro, anche solo una frase, è capace di farti riflettere su di te, su quello che ti sta succedendo, su una cosa che vorresti, allora quel libro ha fatto uno dei suoi doveri. Quindi sì, devi correre in una libreria, comprarlo e salire sul primo mezzo che ti porterà a casa. Non aspettare di essere seduto comodo in poltrona, dopo aver fatto il tè e preparato un tramezzino; no, leggi subito, alla fermata del tram, prima ancora di salire; non aspettare di avere un posto a sedere, tieniti per il mignolo e con le altre dita divora questo libro. Poi, quando tra pochi giorni lo avrai finito scrivimi, io sono qui per parlarne, magari solo a me ha fatto questo effetto, solo a me è riuscito a parlare e a farmi parlare.

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