Douglas Coupland, Dio odia il Giappone


dio odia il giappone

Finalmente, dopo quasi 6 mesi sono riuscita a leggere Dio odia il Giappone, l'ennesimo libro di Douglas Coupland che mi mancava. Letto in circa due giorni, tre se siete delle persone con una vita sociale. Scritto e pubblicato nel 2000, era rimasto in un angolino, quasi fosse un cugino venuto a trovarvi che proprio non volevate vedere. Invece scoprite che è simpatico, piacevole e che la sua compagnia non pesa per niente.

Dio odia il Giappone è la storia di un ragazzino giapponese (ma dai?), cresciuto tra gli anni Ottanta e Novanta. La cosa più bella di questo libro è la bravura di Coupland di riuscire a immedesimarsi perfettamente nei protagonisti che racconta. Sembra davvero di star leggendo il racconto di alcuni anni della vita di un giapponese e non di uno scrittore americano che fa finta di essere qualcun'altro.

Il libro è diviso in tre parti e ad ogni parte si sale di grado, per così dire. La prima parte è quella più tranquilla, senza troppi colpi scena o disastri nucleari. La seconda già c'è un cambiamento notevole di scena e di eventi, ma nella terza c'è quello che mi piace chiamare "momento Coupland", per via dell'assurdità dell'avvenimento.

Per essere concisi e chiari: libro perfetto da mini vacanza di due giorni; bello, veloce e senza troppo impegno.


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