Bottondoro sotto acidi


Sono quasi arrivata alla fine di questa settimana di rassegna. Posso dirvi che sono un po' stanca? Non sembra, ma stare ore al cinema cercando di capire se il film che stanno proiettando ti prende, è bello e a chi possa piacere; spostarsi da un cinema all'altro di Milano affrontando caldo e sole, consumando il pranzo al cinema, la merenda per strada, avendo sempre con sé scorte d'acqua, non è facile come possa sembrare. Però quanto è bello immergersi per ore dentro così tante storie, storie che è probabile non si potranno mai vedere al cinema, oppure che arriveranno fra mesi e rovinati da un doppiaggio imbarazzante. Nel vedere bellissime pellicole che ti prendono il cuore e te lo fanno in mille piccolissimi pezzettini, c'è il rischio di vedere ore buttate via. Non si può sapere a priori se un film ti piacerà o no, a meno di non avere un'opinione personale e concordare con critica e giornalisti. Dato che io non seguo né prima né dopo quello che critici vari dicono, vado controcorrente e vi dico che uno dei film visti ieri non mi è piaciuto nemmeno un po'. Si tratta di A touch of sin di Jia Zhangke, il quale ha anche vinto il premio come miglior sceneggiatura. Vi confesserò, al secondo episodio (sì, è uno di quei film a episodi in cui i personaggi si sfiorano, si incrociano e nemmeno lo sanno), mi stavo addormentando, poi era in arrivo la prevedibile scena  di violenza e allora son riuscita a rimanere sveglia. La trama del film? La vita in Cina non è per nulla facile, ci si può fare giustizia da soli, ma non è detto che la questione si risolva al meglio.

congress

Però la giornata di ieri è finita in bellezza, con un film bellissimo e al confine con l'assurdo. Si tratta di The Congress di Ari Folman (Valzer con Bashir). Prende spunto dal romanzo di fantascienza di Stanislaw Lem, The futurological congress. Ammetto che il libro non credo proprio avrei la forza di leggerlo, ma vedere coem hanno saputo sfruttare lo schermo per mostrare un futuro prima del cinema e poi della vita è stato davvero spettacolare. Ammetto che gran parte della mia simpatia per questo film l'ha fatta vedere Robin Wright protagonista in quanto Robin Wright attrice. Questo nome non vi dice nulla? E se vi dico La storia fantastica o The princess bride? Ecco lei, Bottondoro. Chi ha visto un'infinità di volte questo film da piccolo come me e ancora lo rivede con piacere, potrà capire la gioia di rivedere quest'attrice che impersona se stessa. A un certo punto del film la vita si fa animazione e tutto diventa ancora più surreale e la protagonista fa un commento che potrebbe spiegarvi parzialmente cosa vi trovereste davanti, credo fosse un commento del tipo "è come Cenerentola sotto acidi", la battuta sarà sicuramente diversa da questa, a partire dal personaggio della favola, ma serve a rendere l'idea, soprattutto la parte sotto acidi. Oggi concluderò con tre film, domani l'ultimo resoconto e da venerdì si riprende la vita normale del blog con i miei riassunti da cosa sto combinando con Keep Calm and Knit, cosa ascolto in queste giornate estive, cosa leggo e i tesori fatti a mano che scopro in giro per la rete.

Leave a comment


Please note, comments must be approved before they are published