Ben Aaronovitch - Broken Homes


E quando sei pronta a cinquanta pagine dalla fine del libro a scrivere già una recensione perché ormai il libro giunge alla fine ed è il quarto della serie e non c'è bisogno di dilungarsi troppo su questo libro...è lì che il bravo scrittore ti stupisce e ti fa cadere dalla sedia. Adesso mi spiego meglio. Questa settimana ho letto il quarto libro della saga di Ben Aaronovitch (è con tristezza che devo dirvi che in italiano è uscito per ora solo il primo libro, I fiumi di Londra). Dei primi tre libri ne ho già parlato qui e più che ripetervi che è una storia molto bella, con personaggi interessanti, costruiti bene e una trama che ogni volta ti sa stupire e mai annoiare, non saprei cosa aggiungere. Di questo quarto libro non avrei saputo dire molto più, forse che un po' mi stava deludendo. Attenzione, non sto dicendo che sia un brutto libro, anzi, solo ripensando ai suoi predecessori ero un po' perplessa. Il primo libro, Rivers of London, è la scoperta di un mondo, vengono presentati tutti i personaggi, si entra per la prima volta in qualcosa di magico (quel qualcosa che qualcuno di noi ha lasciato finendo la saga di Harry Potter; sì, lo sapete mi sono piaciuti moltissimo quei libri e allora?). In più sono storie che si svolgono nella mia amata Londra e si aggiunge una nota investigativa niente male. Moon over Soho, il secondo volume, ti fa appassionare ancora di più a quello che avevi lasciato finendo il primo libro, è tutto migliore e amplificato; potrei quasi allargarmi così tanto da dire che forse è il mio preferito della serie per ora. Con Whispers Underground la storia riesce a migliorarsi ancora. Quindi era con ansia e un pochino di timore che mi accingevo a iniziare Broken Homes e fin quasi alla fine mi stavo confermando i miei dubbi: siamo arrivati a un punto morto della serie? Possibile che l'autore abbia già finito tutte le sue idee? Ecco no. Non posso dirvi di più perché rischierei uno spoiler enorme, troppo grande, vi basti sapere che se siete arrivati fino al terzo libro, dovete andare avanti, non fatevi intimdire dall'inizio del libro sottotono, vi prometto che ne varrà la pena.   Ah, se siete innamorati anche voi come me delle bellissime copertine dei suoi libri, è lui che dobbiamo ringraziare: Stephen Walter. Ps: il pacchetto che si vede sulla destra della foto, al suo interno contiene uno dei bellissimi quaderni fatti a mano di mi+ed design!  

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