Ascolti malriusciti: Sin Fang, Flowers.


SinFang_Cover

Ineffetti era strano che la musica ancora non si fosse presa uno spazio nel mio spazio. Sarà che quest'ultimo periodo è pieno di altre cose e la mia attenzione verso gli ascolti si è un po' fermata per quanto riguarda le novità. Davanti a certi ascolti però non riesco a fermarmi. Ho trovato il nome Sin Fang in qualche rivista, dirvi quale ora proprio non saprei, forse era uno speciale sulla musica nordica. Per curiosità scrivo su un post-it qualche nome e finalmente una mattina mi decido che è arrivato il momento di provare qualche nota nuova. Dopo due o tre tentativi non riuscitissimi, mi imbatto in lui: arriva dall'Islanda (si può non amare già a prescindere qualcuno che arriva dalla terra dei ghiacci?), questo è il suo terzo album, fa parte dei Seabears, che ineffetti sono un nome che ho sentito, forse addirittura ascoltato, ma evidentemente senza troppa attenzione.

Sin Fang

Dopo aver ascoltato ininterrottamente Flowers per tre giorni, mi sono detta che doveva per forza entrare in questo venerdì grigio-giallo. Più vado a cercare cose di questo personaggio, più mi accorgo che è meraviglioso; ha delle copertine dei suoi dischi che sono qualcosa tra il magico e il surreale, di quello da sogno, non da incubo, per intenderci.

La prima traccia, Young Boys, ha quelle atmosfere che ormai per me sono da seconda generazione di Skins; sarà sbagliato ricollegare così tanto dei brani a una serie tv, ma che ci posso fare se si è sedimentata così nella mia mente?

We were young boys smoking in the woods I show you how I showed you how

They say I'm haunted Wasting my time on you I cut my hair off I cut my hair

You cut your hair off to look like him You carved his name into your skin

Questo disco è riuscito a farmi sopravvivere a due giornate che ho dovuto passare sempre davanti allo schermo del pc, che è una cosa che mi piace fare, ma a piccole dosi, dopo un po' ho bisogno di far fare alle mani nodi, maglie basse e magic rings. Anche se fuori c'era freddo, grigio e diluvio, ogni tanto alzavo la testa perchè mi sembrava che risplendesse il sole e fosse arrivato il momento di mettere le ballerine e uscire. Poi tornavo alla realtà e capivo che era tutta colpa di quello che stavo ascoltando.

Qui potete vedere il video di Look At The Light. Qui, invece, trovate Sin Fang. E ancora, qui ci sono i testi di Flowers scritti in un modo molto molto carino.


Leave a comment


Please note, comments must be approved before they are published