Adam Ross, Mr Peanut

E' uno degli ultimi prestiti compulsivi bibbioletecari. Non potendo più permettermi quelli librari, mi sfogo in questo modo. Dall'ultima volta sono tornata a casa con quattro libri, di cui il più corto è questo: 370 pagine circa; il tutto dovrebbe essere letto e riconsegnato in un mese. La cosa un po' mi spaventa (precisazione: i libri si possono comunque prorogare, nessun uomo cattivo verrà a bussarvi alla porta di casa pretendendo subito indietro le vostre letture), ma mi piace essere in orario. Qui dovrei fare una digressione sulla mia mania sulla puntualità, ma rischierei di occupare pagine intere. Basti sapere che prendo al balzo l'occasione di avere dei tempi stretti per costringermi a stare nei ranghi e a non divagare inutilmente in cose logoranti e dispersive, quando delle bellissime storie mi aspettano. Ho iniziato con il libro di Adam Ross un po' per curiosità, ma soprattutto perché era il più breve. Ammettiamolo, a volte la brevità o la lunghezza è una qualità che ricerchiamo nei romanzi. Apro e non faccio molta strada prima di capire che il libro è non solo valido, ma che vorrò divorarlo. Per essere precisi, bastano le prime sedici parole

DSC_0304.2

  Andando avanti nella lettura la trama si allarga e i personaggi principali da due si moltiplicano, fino a farti capire che il vero protagonista della storia non è la coppia A o la coppia B, ma niente di meno che il matrimonio e il rapporto esasperato fra marito e moglie. La storia principale, quella di Pepin e della morte della moglie Alice, diventa così in secondo piano che, quando finalmente dopo circa cento pagine torna alla ribalta, mi ero quasi dimenticata di quei personaggi.

DSC_0309.2

Quindi la sinossi del libro ci racconta bugie come spesso succede? Ci illude che la storia sia incentrata su X e poi il racconto lo sfiora appena per parlare tutto il tempo di Y? Sì e no. Ci sono Pepin ed Alice, ci sono i suoi sfoghi e le sue azioni; ci sono due detective che lo devono interrogare e ci sato, ci sono i loro rispettivi matrimoni e storie molto lunghe alle spalle. E' un giallo? Beh, c'è una morte misteriosa, c'è un indagato, ci sono due polizziotti...direi che messa così ha tutta l'aria di essere un giallo.

Non l'aveva ancora mai vista completamente nuda e in cuor suo non voleva. Discinta era più bella; come la Venere di Milo senza braccia o la Vittoria Alata di Samotracia senza testa, erano le parti mancanti a conferirle una sorta di perfezione. (p.214).

 

Leave a comment

Please note, comments must be approved before they are published