A parlare di niente si dice molto

Per oggi non ho programmato nulla. Non credo di avere immagini fantastiche nascoste nei recessi del mio computer, però nella mia testa mi sono presa l'impegno di seguire di più questo spazio, di raccontare qualcosa ogni giorno (per lo meno, cinque giorni su sette). Vorrei raccontarvi delle storie interessanti, vorrei dirvi di me, vorrei usarvi come diario (i blog non erano nati per questo o mi ricordo male io? Scusate, son passati tanti anni dalla prima volta che ho sentito parlare di "blog"). Vorrei parlare con voi, sapere se ogni tanto vi faccio venire voglia di leggere un libro o di sentire un disco di cui parlo. Dai, allora ci posso provare. Sì, adesso inizio.   Insomma, come potrete immaginare dagli spazi bianchi qui sopra sono rimasta minuti ad osservare lo schermo senza avere il coraggio di mettere in ordine le parole. Il problema è: che cosa vi racconto? Che fuori sta piovendo tantissimo e che devo trovare la forza di uscire perché è un mese che rimando il mio appuntamento il banca? Uh, emozionante, vorreste saperne di più vero?! Anche raccontarvi di come dovrei staccarmi da questa scrivania per andare a truccarmi per andare alla famosa banca, ma che sto combattendo con il mio istinto di pigra contro il piccolo desiderio giornaliero di non sembrare sempre e del tutto una diciottenne rimasta in piedi fino alle quattro di notte. Che altro dirvi? Sono in attesa di una cosa per far partire un piccolo progetto, nulla di stravolgente, nuovo, sensazionale o mai visto. Si tratta solo di una cosa che mi è venuta voglia di fare, qualcosa che mi faccia avere un appuntamento fisso settimanale con me, queste blog e magari altro; qualcosa per cui devo mettermi alla prova, avere un po' di coraggio che spesso nascondo nei gomitoli di lana. Però a scrivere di nulla è facile, è più lungo questo post che certe mie recensioni malriuscite in cui parlo di libri.

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